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Sindaco in Provincia PDF Stampa Email
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2009-07-11 20:00:54

SINDACO ANTONIO PENTANGELO 

Sono terminate le consultazioni elettorali per la scelta del nuovo Presidente della Provincia di Napoli con la vittoria di Cesaro e della coalizione che lo sosteneva. Quale cittadino di Lettere  mi sento orgoglioso per la responsabilità che il presidente Cesaro ha riposto nel nostro Sindaco Antonio Pentangelo nominandolo Membro della sua giunta. E' il primo cittadino Letterese, che ricopre un ruolo di tale importanza,ma per una persona  con la passione della politica come la sua,e che ha sempre avuto un rapporto diretto con la gente, aver raggiunto questo ulteriore traguardo rappresenta uno stimolo ed un impegno per la realizzazione di importanti progetti per il nostro territorio.  E'questo ci spingerà ad essere più presenti ed ad affrontare con maggiore concretezza le esigenze ed i bisogni della nostra terra. Da parte mia,e penso di interpretare un pensiero comune a molti Letteresi, sento il dovere di ringraziare chi  ha consegnato questo mandato,nelle mani del nostro Sindaco,Graziepresidente.

Antonio Ci aspettiamo molto da te in termini di idee, di progetti ma, soprattutto, di interventi concreti. sicuri di avere una degna espressione del territorio di Lettere in Provincia. ti facciamo i nostri migliori auguri per il nuovo compito affidatoti.

Fortunato Todisco

 

Ultimo aggiornamento ( 2009-07-11 20:10:33 )
 
Todisco P. Prof. Dr. Orlando PDF Stampa Email
Scritto da Administrator   
2007-07-07 16:08:16

Padre Orlando Todisco

Uno dei personaggi che da' maggior lustro al nostro paese, è sicuramente Padre Orlando Todisco nato a Lettere nel 1938,laureato in teologia ( facoltà pontificia meridonale posillipo di Napoli) è in filosofia (Gregoriana di Roma è universita di Napoli), PADRE ORLANDO TODISCO,è docente di storia della filosofia medievale presso l’ università di Cassino e al Seraphicum di Roma ( Facoltà teologica di San Bonaventura) . I suoi saggi più notevoli si dispongono su due linee teoriche: metafisiche medioevale, espressione di una particolare saldatura tra finito è infinto, e l'umanesimo critico della filosofia contemporanea. grazie ai suoi libri, ne citiamo i principali : Marx tra Dio e l'uomo; Marx e la Religione; Lo Spirito Cristiano della Filosofia di G. Duns Scoto; La Ragione Nella Fede Secondo G. Duns Scoto; Ermeneutica Storiografica; Gugliemo d’Occam Filosofo della libertà; Avverroè nel dibattito medievale; il De Mgistro di Sant’Agostino; Lo stupore della Ragione. il Dono dell'Essere. l'autore si inserisce, con merito, nella schiera dei pensatori che onorano la filosofia italiana.

Facoltà Teologica San Bonaventura, eretta il 24 gennaio 1905 nel Collegio Serafico Internazionale dei Frati Minori Conventuali in Roma, sia per l'origine che per la sua ininterrotta tradizione si collega direttamente agli antichi Studi Generali universitari dell'Ordine, detti poi Collegi. Dal Collegio di S. Bonaventura in tre secoli uscirono molti chiarissimi Dottori, quali ad esempio Angelo Volpi, Matteo Ferchio, Bartolomeo Mastri e Bonaventura Belluto, il card. Lorenzo Brancati di Lauria, Vincenzo Coronelli, il card. Lorenzo Ganganelli poi sommo Pontefice Clemente XIV (1769-74), il card. Antonio Francesco Oriòli (1778-1852), il card. Antonio M. Panebianco (1808-85). Ma con le soppressioni religiose del secolo scorso il Collegio, nel 1873, dovette interrompere la sua feconda attività accademica. Mai tuttavia soppresso canonicamente, se ne conserva nell'Ordine il titolo col suo Reggente. Nel frattempo, affinché si potesse provvedere come prima alla formazione accademica di una parte scelta della gioventù serafica d'ogni Provincia e Nazione nella città di Roma, nel 1894 fu eretto nella zona del Velabro presso il Palatino il nuovo Collegio Serafico Internazionale (Via San Teodoro), al quale dal papa S. Pio X con Rescritto del 24 gennaio 1905 della S. Congregazione dei Vescovi e dei Regolari (allora competente per gli studi) veniva annessa la FACOLTÀ TEOLOGICA per la Laurea dei migliori Alunni. Riconosciuti e approvati gli Statuti secondo la moderna Costituzione apostolica di Pio XI "Deus scientiarum dominus" del 24 maggio 1931, la S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi con Decreto del 13 giugno 1935 confermava la stessa Facoltà con l'aggiunto titolo di "Pontificia". La quale poi in o­nore del celeste Patrono, con Decreto del 13 gennaio 1955 della stessa S. Congregazione, prese il nome distintivo di Pontificia Facoltà Teologica ‘San Bonaventura'. Inoltre, con i nuovi Statuti conformati alle norme postconciliari della S. Congregazione per l'Educazione Cattolica e approvati il 14 marzo 1973, è consentito l'accesso ai corsi e gradi accademici della Facoltà anche agli Studenti esterni, ecclesiastici e laici. Poi, la sua nuova sede, che aperta insieme al Collegio Internazionale "Seraphicum" fin dal 4 gennaio 1964 nella zona delle Acque Salvie/Tre Fontane, famosa per il martirio di S. Paolo, veniva solennemente inaugurata l'11 ottobre dello stesso anno, festa della Divina Maternità di Maria Infine gli attuali Statuti della Facoltà, basati sulla Costituzione apostolica "Sapientia Christiana" del 15 aprile 1979 e sulle annesse Ordinazioni della S. Congregazione del 29 aprile 1979, furono approvati definitivamente il 19 dicembre 1986 A grata memoria, non si può non ricordare qui, tra le numerose personalità, illustri Docenti e Alunni della Facoltà in questo primo secolo di vita, il più celebre studente e dottore San Massimiliano M. Kolbe (1912-19), come pure le memorabili visite al "Seraphicum" dei sommi Pontefici Paolo VI il 24 settembre 1974 e Giovanni Paolo II il 27 febbraio 1986.

 

Ultimo aggiornamento ( 2007-08-21 06:30:15 )
 
PER LA PATRIA PDF Stampa Email
2007-06-22 16:01:24

BELLOTTI ANTONIO

REPARTO CELERE PADOVA

16 GENNAIO 1971

Morì il 16 gennaio nell'ospedale di Messina, come conseguenza della ferita al cranio riportata la sera del 12 mentre si trovava a bordo di un treno appena partito dalla Stazione Centrale di Reggio Calabria.

La guardia Bellotti, insieme al suo Reparto, era stato impegnato per circa 3 mesi in ordine pubblico a Reggio Calabria, a quel tempo scossa da accese manifestazioni di protesta e da violenti scontri di piazza seguiti allo spostamento del capoluogo calabrese a Catanzaro.

La sera del 12 Gennaio, insieme a circa un centinaio di colleghi, aveva preso posto a bordo del treno 880 in partenza alle 20 dalla Stazione di Reggio Calabria e diretto a nord. Poco dopo la partenza un gruppo di dimostranti aveva dato inizio ad una fitta sassaiola contro il convoglio. La guardia Antonio Bellotti fu colpita al volto da una pietra e cadde sul pavimento del vagone, perdendo conoscenza. Trasportato in ospedale, prima a Villa San Giovanni e poi a Messina, le sue condizioni apparvero immediatamente gravi. I medici constatarono la frattura della base cranica e lo stato comatoso del ferito e cercarono disperatamente di salvare l'agente Bellotti che però morì la sera del 16 senza avere ripreso conoscenza.

Otto persone vennero fermate nei giorni successivi, poichè accusate di avere partecipato al lancio di sassi contro il convogli degli agenti di Padova.

Fonte Corriere della Sera 13- 17 gennaio e successivi.
 

Monumento dedicato alla medaglia d'oro al valor civile.

 

Ultimo aggiornamento ( 2007-07-13 14:21:29 )
 
La Vela e la Gloria PDF Stampa Email
Scritto da Administrator   
2007-06-18 09:32:25
MEDAGLIA D'ORO LUIGI LONGOBARDI
II 22 aprile del 1920 nasceva a Lettere Luigi Longobardi, luigi longobardiottavo di 13 fratelli e sorelle.Figlio di contadini, trascorse l'infanzia e l'adolescenza nella frazione di S. Lorenzo, alla periferia del paese, dedito al lavoro dei campi, sotto la guida del padre. Ma Luigi abbandonò presto la vanga e dopo un breve tirocinio 'divenne elettricista.Insoddisfatto di tale pur dignitoso lavoro, ad appena 18 anni si arruolò nella Marina, frequentando, a La Spezia, la scuola di marconista e di specialista di sala macchina.Preso dal fascino del servizio per la sua terra, nel febbraio del 1940, s'imbarcò sul sommergibile Gondar e salpò per Alessandria d'Egitto con il compito di violare quella base navale. Prima però di raggiungere l'obiettivo, il 30 settembre, fu sorpreso ed attaccato da tre navi e da un aereo inglesi. Lottò contro il nemico per un'intera giornata, si difese strenuamente ma, alla fine, il sommergibile, ormai inutilizzato dall'esplosione delle bombe di profondità fu costretto ad emergere. Luigi, impavido, restò al suo posto nel tentativo estremo di salvare la propria nave, immolando la sua giovane esistenza sotto un grappolo di bombe esplose dall'aereo nemico. Diede prova di eccezionale coraggio nell'impedire che il suo mezzo navale diventasse preda di guerra e venisse utilizzato in seguito contro le forze navali della sua patria.Davanti a tale ardimento il nemico piegò il capo in segno di ammirazione per questo atto di eroismo supremo.Rapito da follia d'amore per l'Italia, Luigi non volle arrendersi, s'immolò per essa nell'adempimento di un compito che va al di là del proprio dovere di soldato.La sua morte divenne uno splendido sacrificio, presto trasfigurato in un atto di vita immortale, risorgendo, come la Fenice, dalle ceneri per occupare il posto nell'Olimpo degli eroi di guerra. Non c'è amore più grande che porre la propria vita al servizio degli altri.* * *?// tuo sacrificio, Luigi, rifulge e s'impone nelle piccole e grandi cose della nostra vita quotidiana.

Noi c'inchiniamo riverenti e commossi dinanzi ad una testimonianza così significativa in un conflitto mondiale: un oscuro giovane accende il fuoco della Patria e dell'eroismo nel Mediterraneo Orientale, attraverso un'azione che ci lascia tuttora pensosi. Il tuo sangue ha arrossato le onde del Mediterraneo, ha sublimato il tuo amore per la Patria e così hai potuto scrivere una pagina di gloria che resta scolpita nei cuori di quanti ti hanno amato e nelle menti di quanti ti conosceranno in ogni parte del mondo. L'amore ti ha portato al martino ed alla gloria in una tragica mattina del 1940, a pochi mesi dallo scoppio dell'ultimo conflitto mondiale.

// tuo sacrificio è un dono inestimabile alla Patria, un inno alla vita, una sorgente di stima e di simpatia per la tua famiglia e d' onore imperituro per il tuo  nostro piccolo paese.Inabissandoti con il tricolore, hai scritto una pagina eroica che ti accomuna agli altri giovani eroi di tutte le nazioni del mondo.* * *Lettere ti ha dedicato un monumento situato nella piazzetta - giardino nella frazione Fuscoli, voluto dalla nostra gente e dal sindaco Andrea Pentangelo -che ne ha interpretato i sentimenti.Questa terra di contadini e di ristoratori custodisce ora una scultura di bronzo, con dentro un frammento delle orme perennemente visibili di un eroe. A ricordo della giovane vita spezzata, due pannelli di diversa dimensione, ricurvi simmetricamente a quote asimmetriche che rappresentano la nave ed insieme simboleggiano il tormento dei genitori tesi verso un palo, simbolo dell'albero della nave ormai devastata, in un estremo, vano tentativo di preservare nell'abbraccio la giovane esistenza del figlio, rappresentata da un pannello più piccolo, che la Patria ha preteso tutto per se.Il monumento fu benedetto il 19 ottobre del 1993, in una cornice affollata di cittadini, stretti da un calore fatto di valori intramontabili come la fraternità e la fede nella Patria, in un 'atmosfera profondamente silenziosa e sacra.Marinaio Longobardi, hai onorato Lettere e l'Italia nel mondo, hai meritato la più alta onorificenza al valore militare.Grazie di questo dono!Lo custodiremo gelosamente nella convinzione che il ricordo di questi momenti esaltanti e sublimi arricchiscano il significato e il valore di una fede intramontabile nella vita.Nessuna mano di sacerdote potè benedire il tuo corpo mentre scompariva nelle acque del Mediterraneo, diventate in quella tragica mattina di settembre del 1940, color porpora, mentre la tua anima nello stesso istante si innalzava, volando in alto, molto in alto, in quella parte del cielo dove riposano gli eroi di tutte le guerre, lasciando questa vita spesso insidiata da ingiustizia, infamia, dolore ed orrore, paura e rabbia.Marò Longobardi, sei salito sull'altare della Patria dove è possibile l'accesso solo a pochi, solo agli eroi, a coloro che sanno amare gli altri più di se stessi.La città di Taranto ti ha intitolato una strada; la città di Castellammare di Stabia, la sede dell'associazione "Marinai d'Italia"; Lettere, per ora una scultura bronzea, opera dell'architetto Montefusco, di profondo significato umano e di crudo realismo: l'amore che resta unico, vero e sublime tra genitori e figli non può manifestarsi neanche più di un abbraccio perchè la Patria ti rapì, umile marinaio, per portarti, dopo il sacrificio, sull'altare degli eroi.Alla precarietà del temporale hai preferito l'eternità della incarnazione eroica.Grazie Luigi, grazie ancora di questo dono!

 

Vincenzo Varone

UN EROE DEL NOSTRO TEMPO

Scarse e frammentarie sono le notizie che possediamo, riguardanti l'eroico gesto compiuto da Luigi Longobardi durante un'operazione di guerra avvenuta negli ultimi giorni del settembre del 1940 nelle acque del Mediterraneo.

Le diverse fasi dell'operazione, benchè circoscritta nel tempo ed espletata in un breve tratto di mare, ampiamente descritte e gelosamente custodite nell' Archivio della Marina Militare britannica, ci appaiono, dalle relazioni della Marina Militare italiana, esigue e contraddittorie, almeno per ciò che attiene alla figura del nostro eroico Longobardi.

Le motivazioni con cui il Ministero della Marina decise di attribuire la Medaglia d'Oro al nostro concittadino sono, in alcuni punti, divergenti, pur concordando sulla sostanza della eroicità del gesto, e quindi del sacrificio della sua stessa vita, che il giovane Longobardi decise di compiere.

Dalle scarse notizie in nostro possesso, tuttavia, possiamo ricostruire, con esattezza storica, gli antecedenti dell'evento a partire dal 12 agosto 1940.

Il sommergibile "IRIDE", al comando del T.V. Francesco Brunetti, si dirige da La Spezia verso il golfo di Bomba, in Cirenaica, per prendere a bordo quattro SLC (sommergibili a lenta corsa) della prima serie, e cinque coppie di operatori, di cui una di riserva, accompagnati dal Comandante Giorgini: questi arrivano a bordo della torpediniera "CALIPSO", proveniente da Bocca di Serchio. Si da in tal modo inizio ali'"Operazione G.A. 1" (forzamento della base britannica di Alessandria d'Egitto).

La presenza del battello e di due altre unità in un luogo solitamente deserto, viene però rilevata da ricognitori inglesi. Il 22 agosto, tre aerei aerosiluranti "SWORDFISH" attaccano l'"Iride", e l'affondano insieme con la motonave "Montegargano". Tutto il personale degli S.L.C, in coperta rimane illeso, e partecipa attivamente al salvataggio di sette membri dell'equipaggio del sommergibile rimasti intrappolati, ad una profondità di quindici metri, nel troncone anteriore del sommergibile, spezzato in due dall'esplo-sione del siluro.

Il porto egiziano torna ad essere l'obiettivo della seconda operazione "G.A.2", programmata per la notte del 30 settembre 1940, con il sommergibile avvicinatore "GONDAR". L'azione viene però sospesa perchè la squadra navale inglese era uscita dal porto per un'operazione di cannoneggiamento

di Sidi el Barrani in Egitto, appena conquistata dagli italiani. Il "GON-DAR"' viene però avvistato dai cacciatorpediniere "STUART" (australiano) e "HMS" (inglese); il sommergibile si immerge.

La nave da guerra inglese da l'allarme, e sulla zona di mare arrivano altre navi inglesi e un idrovolante tipo "SUNDERLAND", che sottopongono il "GONDAR" a una caccia ininterrotta di quattordici ore. Il 30 settembre il "GONDAR" viene colpito da numerose bombe di profondità.

Allora il comandante da l'ordine di emergere per consentire l'abbandono dello scafo da parte dell'equipaggio. Appena tutti gli uomini si sono messi in salvo, le cariche di autoaffondamento brillano, e il "GONDAR" con i suoi tre SLC scompare in fondo al mare. L'intero equipaggio, con gli operatori e il Comandante della Flottiglia, viene catturato. All'appello manca un solo marinaio: Luigi Longobardi.

Nonostante che i "cassoni" contenenti gli SLC siano stati rilevati e foto?grafati da un idrovolante inglese "SUNDERLAND", intervenuto nelle fasi finali della caccia, il segreto viene mantenuto dal Comando della Marina Britannica.

Sul sacrificio della propria vita, compiuto dall'eroico marinaio Luigi Longobardi, permane il mistero circa la dinamica dell'evento.

Il Regio Decreto del 22 dicembre 1941, col quale si conferiva la Medaglia d'Oro al valoroso giovane, così recita: "Determinatasi la necessità di emergere e autoaffondare il sommergibile ormai inutilizzato dalle esplo-sioni delle bombe, dava prova di eccezionale coraggio e profondo senso del dovere, restando al proprio posto fino alle estreme possibilità onde contribuire alla salvezza dell'Unità. Lanciatosi in mare negli ultimi istanti restava investito dallo scoppio di bombe lanciate da aereo ed immolava la giovane vita...".

I dati forniti dal Ministero della Marina Italiana (Foglio d'Ordine n? 75 del 31 dicembre 1945 - D. V. M. 98) offrono una versione dell'evento parzialmente diversa dal predetto Regio Decreto, sostenendo essi che (il Longobardi) "elettricista di un Sommergibile che, gravemente avariato, non poteva più immergersi nè combattere ed era stretto da forze avversarie; si offriva spontaneamente, con la sicurezza di dare la vita, per restare sul Sommergibile ed affondarlo, e impedire così che, riparata la sua nave, potesse divenire nelle mani del nemico strumento di offesa e di morte contro le nostre navi e i nostri marinai"; per concludere che "davanti a questo atto di Eroismo Supremo anche il nemico piegava il capo ammirato".

E ancora una discordanza si rileva nella datazione dell'evento: il Regio Decreto lo assegna al 30 settembre, il Ministero della Marina al 2 ottobre.

E' evidente che queste discordanze, più di scrittura che non di sostanza, non inficiano, in maniera assoluta, nè sotto il profilo della Storia nè sotto quello dell'etica professionale, ii significato, il valore e la nobiltà di un gesto, la sacralità di un sacrificio compiuto per l'adempimento di un dovere, di un ideale di fede incrollabile e profondo nella Bandiera italiana, vessil?lo di lotta e di eroismo, di pace e di libertà, di spirito di fratellanza e di unità nazionale; simbolo tangibile del sentimento schietto e supremo della Nazione e della Patria: un gesto, un sacrificio che le pagine eterne della Storia imprimeranno a caratteri indelebili nell'Albo d'Oro dei Caduti di tutte le guerre, resi immortali dalla Pietà di Dio e dalla venerazione imperitura dei Popoli.

 

Ultimo aggiornamento ( 2007-07-06 08:02:09 )
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