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MEDAGLIA D'ORO LUIGI LONGOBARDI II 22 aprile del 1920 nasceva a Lettere Luigi Longobardi, ottavo di 13 fratelli e sorelle.Figlio di contadini, trascorse l'infanzia e l'adolescenza nella frazione di S. Lorenzo, alla periferia del paese, dedito al lavoro dei campi, sotto la guida del padre. Ma Luigi abbandonò presto la vanga e dopo un breve tirocinio 'divenne elettricista.Insoddisfatto di tale pur dignitoso lavoro, ad appena 18 anni si arruolò nella Marina, frequentando, a La Spezia, la scuola di marconista e di specialista di sala macchina.Preso dal fascino del servizio per la sua terra, nel febbraio del 1940, s'imbarcò sul sommergibile Gondar e salpò per Alessandria d'Egitto con il compito di violare quella base navale. Prima però di raggiungere l'obiettivo, il 30 settembre, fu sorpreso ed attaccato da tre navi e da un aereo inglesi. Lottò contro il nemico per un'intera giornata, si difese strenuamente ma, alla fine, il sommergibile, ormai inutilizzato dall'esplosione delle bombe di profondità fu costretto ad emergere. Luigi, impavido, restò al suo posto nel tentativo estremo di salvare la propria nave, immolando la sua giovane esistenza sotto un grappolo di bombe esplose dall'aereo nemico. Diede prova di eccezionale coraggio nell'impedire che il suo mezzo navale diventasse preda di guerra e venisse utilizzato in seguito contro le forze navali della sua patria.Davanti a tale ardimento il nemico piegò il capo in segno di ammirazione per questo atto di eroismo supremo.Rapito da follia d'amore per l'Italia, Luigi non volle arrendersi, s'immolò per essa nell'adempimento di un compito che va al di là del proprio dovere di soldato.La sua morte divenne uno splendido sacrificio, presto trasfigurato in un atto di vita immortale, risorgendo, come la Fenice, dalle ceneri per occupare il posto nell'Olimpo degli eroi di guerra. Non c'è amore più grande che porre la propria vita al servizio degli altri.* * *?// tuo sacrificio, Luigi, rifulge e s'impone nelle piccole e grandi cose della nostra vita quotidiana. Noi c'inchiniamo riverenti e commossi dinanzi ad una testimonianza così significativa in un conflitto mondiale: un oscuro giovane accende il fuoco della Patria e dell'eroismo nel Mediterraneo Orientale, attraverso un'azione che ci lascia tuttora pensosi. Il tuo sangue ha arrossato le onde del Mediterraneo, ha sublimato il tuo amore per la Patria e così hai potuto scrivere una pagina di gloria che resta scolpita nei cuori di quanti ti hanno amato e nelle menti di quanti ti conosceranno in ogni parte del mondo. L'amore ti ha portato al martino ed alla gloria in una tragica mattina del 1940, a pochi mesi dallo scoppio dell'ultimo conflitto mondiale. // tuo sacrificio è un dono inestimabile alla Patria, un inno alla vita, una sorgente di stima e di simpatia per la tua famiglia e d' onore imperituro per il tuo nostro piccolo paese.Inabissandoti con il tricolore, hai scritto una pagina eroica che ti accomuna agli altri giovani eroi di tutte le nazioni del mondo.* * *Lettere ti ha dedicato un monumento situato nella piazzetta - giardino nella frazione Fuscoli, voluto dalla nostra gente e dal sindaco Andrea Pentangelo -che ne ha interpretato i sentimenti.Questa terra di contadini e di ristoratori custodisce ora una scultura di bronzo, con dentro un frammento delle orme perennemente visibili di un eroe. A ricordo della giovane vita spezzata, due pannelli di diversa dimensione, ricurvi simmetricamente a quote asimmetriche che rappresentano la nave ed insieme simboleggiano il tormento dei genitori tesi verso un palo, simbolo dell'albero della nave ormai devastata, in un estremo, vano tentativo di preservare nell'abbraccio la giovane esistenza del figlio, rappresentata da un pannello più piccolo, che la Patria ha preteso tutto per se.Il monumento fu benedetto il 19 ottobre del 1993, in una cornice affollata di cittadini, stretti da un calore fatto di valori intramontabili come la fraternità e la fede nella Patria, in un 'atmosfera profondamente silenziosa e sacra.Marinaio Longobardi, hai onorato Lettere e l'Italia nel mondo, hai meritato la più alta onorificenza al valore militare.Grazie di questo dono!Lo custodiremo gelosamente nella convinzione che il ricordo di questi momenti esaltanti e sublimi arricchiscano il significato e il valore di una fede intramontabile nella vita.Nessuna mano di sacerdote potè benedire il tuo corpo mentre scompariva nelle acque del Mediterraneo, diventate in quella tragica mattina di settembre del 1940, color porpora, mentre la tua anima nello stesso istante si innalzava, volando in alto, molto in alto, in quella parte del cielo dove riposano gli eroi di tutte le guerre, lasciando questa vita spesso insidiata da ingiustizia, infamia, dolore ed orrore, paura e rabbia.Marò Longobardi, sei salito sull'altare della Patria dove è possibile l'accesso solo a pochi, solo agli eroi, a coloro che sanno amare gli altri più di se stessi.La città di Taranto ti ha intitolato una strada; la città di Castellammare di Stabia, la sede dell'associazione "Marinai d'Italia"; Lettere, per ora una scultura bronzea, opera dell'architetto Montefusco, di profondo significato umano e di crudo realismo: l'amore che resta unico, vero e sublime tra genitori e figli non può manifestarsi neanche più di un abbraccio perchè la Patria ti rapì, umile marinaio, per portarti, dopo il sacrificio, sull'altare degli eroi.Alla precarietà del temporale hai preferito l'eternità della incarnazione eroica.Grazie Luigi, grazie ancora di questo dono! Vincenzo VaroneUN EROE DEL NOSTRO TEMPO Scarse e frammentarie sono le notizie che possediamo, riguardanti l'eroico gesto compiuto da Luigi Longobardi durante un'operazione di guerra avvenuta negli ultimi giorni del settembre del 1940 nelle acque del Mediterraneo. Le diverse fasi dell'operazione, benchè circoscritta nel tempo ed espletata in un breve tratto di mare, ampiamente descritte e gelosamente custodite nell' Archivio della Marina Militare britannica, ci appaiono, dalle relazioni della Marina Militare italiana, esigue e contraddittorie, almeno per ciò che attiene alla figura del nostro eroico Longobardi. Le motivazioni con cui il Ministero della Marina decise di attribuire la Medaglia d'Oro al nostro concittadino sono, in alcuni punti, divergenti, pur concordando sulla sostanza della eroicità del gesto, e quindi del sacrificio della sua stessa vita, che il giovane Longobardi decise di compiere. Dalle scarse notizie in nostro possesso, tuttavia, possiamo ricostruire, con esattezza storica, gli antecedenti dell'evento a partire dal 12 agosto 1940. Il sommergibile "IRIDE", al comando del T.V. Francesco Brunetti, si dirige da La Spezia verso il golfo di Bomba, in Cirenaica, per prendere a bordo quattro SLC (sommergibili a lenta corsa) della prima serie, e cinque coppie di operatori, di cui una di riserva, accompagnati dal Comandante Giorgini: questi arrivano a bordo della torpediniera "CALIPSO", proveniente da Bocca di Serchio. Si da in tal modo inizio ali'"Operazione G.A. 1" (forzamento della base britannica di Alessandria d'Egitto). La presenza del battello e di due altre unità in un luogo solitamente deserto, viene però rilevata da ricognitori inglesi. Il 22 agosto, tre aerei aerosiluranti "SWORDFISH" attaccano l'"Iride", e l'affondano insieme con la motonave "Montegargano". Tutto il personale degli S.L.C, in coperta rimane illeso, e partecipa attivamente al salvataggio di sette membri dell'equipaggio del sommergibile rimasti intrappolati, ad una profondità di quindici metri, nel troncone anteriore del sommergibile, spezzato in due dall'esplo-sione del siluro. Il porto egiziano torna ad essere l'obiettivo della seconda operazione "G.A.2", programmata per la notte del 30 settembre 1940, con il sommergibile avvicinatore "GONDAR". L'azione viene però sospesa perchè la squadra navale inglese era uscita dal porto per un'operazione di cannoneggiamento di Sidi el Barrani in Egitto, appena conquistata dagli italiani. Il "GON-DAR"' viene però avvistato dai cacciatorpediniere "STUART" (australiano) e "HMS" (inglese); il sommergibile si immerge. La nave da guerra inglese da l'allarme, e sulla zona di mare arrivano altre navi inglesi e un idrovolante tipo "SUNDERLAND", che sottopongono il "GONDAR" a una caccia ininterrotta di quattordici ore. Il 30 settembre il "GONDAR" viene colpito da numerose bombe di profondità. Allora il comandante da l'ordine di emergere per consentire l'abbandono dello scafo da parte dell'equipaggio. Appena tutti gli uomini si sono messi in salvo, le cariche di autoaffondamento brillano, e il "GONDAR" con i suoi tre SLC scompare in fondo al mare. L'intero equipaggio, con gli operatori e il Comandante della Flottiglia, viene catturato. All'appello manca un solo marinaio: Luigi Longobardi. 
Nonostante che i "cassoni" contenenti gli SLC siano stati rilevati e foto?grafati da un idrovolante inglese "SUNDERLAND", intervenuto nelle fasi finali della caccia, il segreto viene mantenuto dal Comando della Marina Britannica. Sul sacrificio della propria vita, compiuto dall'eroico marinaio Luigi Longobardi, permane il mistero circa la dinamica dell'evento. Il Regio Decreto del 22 dicembre 1941, col quale si conferiva la Medaglia d'Oro al valoroso giovane, così recita: "Determinatasi la necessità di emergere e autoaffondare il sommergibile ormai inutilizzato dalle esplo-sioni delle bombe, dava prova di eccezionale coraggio e profondo senso del dovere, restando al proprio posto fino alle estreme possibilità onde contribuire alla salvezza dell'Unità. Lanciatosi in mare negli ultimi istanti restava investito dallo scoppio di bombe lanciate da aereo ed immolava la giovane vita...". I dati forniti dal Ministero della Marina Italiana (Foglio d'Ordine n? 75 del 31 dicembre 1945 - D. V. M. 98) offrono una versione dell'evento parzialmente diversa dal predetto Regio Decreto, sostenendo essi che (il Longobardi) "elettricista di un Sommergibile che, gravemente avariato, non poteva più immergersi nè combattere ed era stretto da forze avversarie; si offriva spontaneamente, con la sicurezza di dare la vita, per restare sul Sommergibile ed affondarlo, e impedire così che, riparata la sua nave, potesse divenire nelle mani del nemico strumento di offesa e di morte contro le nostre navi e i nostri marinai"; per concludere che "davanti a questo atto di Eroismo Supremo anche il nemico piegava il capo ammirato". E ancora una discordanza si rileva nella datazione dell'evento: il Regio Decreto lo assegna al 30 settembre, il Ministero della Marina al 2 ottobre. E' evidente che queste discordanze, più di scrittura che non di sostanza, non inficiano, in maniera assoluta, nè sotto il profilo della Storia nè sotto quello dell'etica professionale, ii significato, il valore e la nobiltà di un gesto, la sacralità di un sacrificio compiuto per l'adempimento di un dovere, di un ideale di fede incrollabile e profondo nella Bandiera italiana, vessil?lo di lotta e di eroismo, di pace e di libertà, di spirito di fratellanza e di unità nazionale; simbolo tangibile del sentimento schietto e supremo della Nazione e della Patria: un gesto, un sacrificio che le pagine eterne della Storia imprimeranno a caratteri indelebili nell'Albo d'Oro dei Caduti di tutte le guerre, resi immortali dalla Pietà di Dio e dalla venerazione imperitura dei Popoli. |