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LETTERE

 

 

Fascino perenne - Oggi, come ieri. Lettere, s'impone per il suo verde intenso, la bellezza del suo panorama, la salubrità del clima oltre che per le sue bontà culinarie e prodotti tipici.

Collina coronata dagli imponenti monti Lattari, Lettere è situata tra il golfo di Salerno e di Napoli, nel verde degli ulivi, castagni, ontani, carpine, frassino, tantissimi pergolati e alberi da frutta. è solcata da gole profonde, da balzi e valli, pianori e da piccoli corsi di acqua sorgiva che scendono verso Gragnano e abbeverano lungo il percorso il gregge che vi pascola abbondante. Lettere attrae, oggi come ieri. Paese di 6194 abitanti, è una balconata aperta sul mare di Stabia e di Napoli, dove il turista si inebria di serenità, di scenari immensi, respira aria buona, pulita; sorseggia un buon bicchiere di vino e gusta prodotti naturali: ortaggi, olii, prodotti caseari e carni da cortile, privilegio di pochi. Lettere è un paese luminoso, ai cui piedi si estende la pianura punteggiata da paesi circondati da un immenso polmone di verde. A sinistra Stabia, ai piedi del Faito; in lontananza il Golfo di Napoli; di rimpetto il Vesuvio; sullo sfondo le famose isole di Capri, Ischia e Procida; il colore azzurro-argenteo del mare si confonde con il celeste pallido del cielo al punto che all'orizzonte sembra che si confondano senza soluzione di continuità. I tramonti estivi sono uno spettacolo di rara bellezza: un bagliore di fuoco incendia l'orizzonte del mare napoletano. A notte inoltrata la volta celeste si confonde con la pianura punteggiata di stelle. Mille e mille luci avvolgono abitazioni, strade e piazze. Nella immensa pianura, al centro, risplende il campanile della Basilica di Pompei, centro di riferimento e di richiamo cristiano.

VINCENZO VARONE


 

 

FESTIVITA' DI SANT'ANNA

La festivita' di sant'Anna è caratterizzata

dalla veglia del sabato notte con ss messe celebrate ininterrottamente per i pellegrini che giungono dalla pianura pregando e cantando; in ginocchio essi salgono la scalinata antistane l'ex cattedrale e inginocchiati percorrono tutta la lunghezza della chiesa fino ai piedi della Santa miracolosa ove si abbandonano a pianti e invocazioni.

I fedeli di lettere durante il novenario rispondono con grande devozione affolando ogni sera il tempio in maniera straordinaria. a chi somiglia la S.Anna di lettere, quale volto rappresenta? forse di una nobil donna napoletana?non è possibile accertarlo. E' un volto sofferente, stanco, di una vecchietta non è maestoso ma bello, luminoso, sprigiona umana dolcezza, materna compiacenza e infonde tanto coraggio. la madre della madre di Dio rappresenta la miracolosa speranza di una feconda maternità. le donne accorono ai suoi piedi a chiedere protezione per i nascituri e i padri a chiedere luce e forza per i propri figli. la cappella tempio fù abbellita nel 1875, ambiente spazioso ed accogliente, ove i fedeli sostano sia pure per poco, dove il contatto è diretto, intimo e penetrante con la santa che senti accanto a te protetta da una campana di vetro. La testa è abbellita da un aureola d'argento, il petto è arricchito da una collana di brillanti; innonda mistica luce il suo volto, il suo sguardo è vivo e compiacente. i capelli imbiancati, nascosti da un fazzoletto bianco che ne asseconda le pieghe.
Vincenzo Varone

 

 
S.Anna storia Religiosa

 

Un pò di Storia Religiosa Sulla Statua

Nonostante che di s. Anna ci siano poche notizie e per giunta provenienti non da testi ufficiali e canonici, il suo culto è estremamente diffuso sia in Oriente che in Occidente.
Quasi ogni città ha una chiesa a lei dedicata, Caserta la considera sua celeste Patrona, il nome di Anna si ripete nelle intestazioni di strade, rioni di città, cliniche e altri luoghi; alcuni Comuni portano il suo nome.
La madre della Vergine, è titolare di svariati patronati quasi tutti legati a Maria; poiché portò nel suo grembo la speranza del mondo, il suo mantello è verde, per questo in Bretagna dove le sono devotissimi, è invocata per la raccolta del fieno; poiché custodì Maria come gioiello in uno scrigno, è patrona di orefici e bottai; protegge i minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti e tornitori.
Perché insegnò alla Vergine a pulire la casa, a cucire, tessere, è patrona dei fabbricanti di scope, dei tessitori, dei sarti, fabbricanti e commercianti di tele per la casa e biancheria.
È soprattutto patrona delle madri di famiglia, delle vedove, delle partorienti, è invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale.
Il nome di Anna deriva dall’ebraico Hannah (grazia) e non è ricordata nei Vangeli canonici; ne parlano invece i vangeli apocrifi della Natività e dell’Infanzia, di cui il più antico è il cosiddetto “Protovangelo di san Giacomo”, scritto non oltre la metà del II secolo.
Questi scritti benché non siano stati accettati formalmente dalla Chiesa e contengono anche delle eresie, hanno in definitiva influito sulla devozione e nella liturgia, perché alcune notizie riportate sono ritenute autentiche e in sintonia con la tradizione, come la Presentazione di Maria al tempio e l’Assunzione al cielo, come il nome del centurione Longino che colpì Gesù con la lancia, la storia della Veronica, ecc.
Il “Protovangelo di san Giacomo” narra che Gioacchino, sposo di Anna, era un uomo pio e molto ricco e abitava vicino Gerusalemme, nei pressi della fonte Piscina Probatica; un giorno mentre stava portando le sue abbondanti offerte al Tempio come faceva ogni anno, il gran sacerdote Ruben lo fermò dicendogli: “Tu non hai il diritto di farlo per primo, perché non hai generato prole”.
Gioacchino ed Anna erano sposi che si amavano veramente, ma non avevano figli e ormai data l’età non ne avrebbero più avuti; secondo la mentalità ebraica del tempo, il gran sacerdote scorgeva la maledizione divina su di loro, perciò erano sterili.
L’anziano ricco pastore, per l’amore che portava alla sua sposa, non voleva trovarsi un’altra donna per avere un figlio; pertanto addolorato dalle parole del gran sacerdote si recò nell’archivio delle dodici tribù di Israele per verificare se quel che diceva Ruben fosse vero e una volta constatato che tutti gli uomini pii ed osservanti avevano avuto figli, sconvolto non ebbe il coraggio di tornare a casa e si ritirò in una sua terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplicò l’aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni.
Anche Anna soffriva per questa sterilità, a ciò si aggiunse la sofferenza per questa ‘fuga’ del marito; quindi si mise in intensa preghiera chiedendo a Dio di esaudire la loro implorazione di avere un figlio.
Durante la preghiera le apparve un angelo che le annunciò: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”.
Così avvenne e dopo alcuni mesi Anna partorì. Il “Protovangelo di san Giacomo” conclude: “Trascorsi i giorni necessari si purificò, diede la poppa alla bimba chiamandola Maria, ossia ‘prediletta del Signore’”.
Altri vangeli apocrifi dicono che Anna avrebbe concepito la Vergine Maria in modo miracoloso durante l’assenza del marito, ma è evidente il ricalco di un altro episodio biblico, la cui protagonista porta lo stesso nome di Anna, anch’ella sterile e che sarà prodigiosamente madre di Samuele.
Gioacchino portò di nuovo al tempio con la bimba, i suoi doni: dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia.
L’iconografia orientale mette in risalto rendendolo celebre, l’incontro alla porta della città, di Anna e Gioacchino che ritorna dalla montagna, noto come “l’incontro alla porta aurea” di Gerusalemme; aurea perché dorata, di cui tuttavia non ci sono notizie storiche.
I pii genitori, grati a Dio del dono ricevuto, crebbero con amore la piccola Maria, che a tre anni fu condotta al Tempio di Gerusalemme, per essere consacrata al servizio del tempio stesso, secondo la promessa fatta da entrambi, quando implorarono la grazia di un figlio.
Dopo i tre anni Gioacchino non compare più nei testi, mentre invece Anna viene ancora menzionata in altri vangeli apocrifi successivi, che dicono visse fino all’età di ottanta anni, inoltre si dice che Anna rimasta vedova si sposò altre due volte, avendo due figli la cui progenie è considerata, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, come la “Santa Parentela” di Gesù.
Il culto di Gioacchino e di Anna si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente (anche a seguito delle numerose reliquie portate dalle Crociate); la prima manifestazione del culto in Oriente, risale al tempo di Giustiniano, che fece costruire nel 550 ca. a Costantinopoli una chiesa in onore di s. Anna.
L’affermazione del culto in Occidente fu graduale e più tarda nel tempo, la sua immagine si trova già tra i mosaici dell’arco trionfale di S. Maria Maggiore (sec. V) e tra gli affreschi di S. Maria Antiqua (sec. VII); ma il suo culto cominciò verso il X secolo a Napoli e poi man mano estendendosi in altre località, fino a raggiungere la massima diffusione nel XV secolo, al punto che papa Gregorio XIII (1502-1585), decise nel 1584 di inserire la celebrazione di s. Anna nel Messale Romano, estendendola a tutta la Chiesa; ma il suo culto fu più intenso nei Paesi dell’Europa Settentrionale anche grazie al libro di Giovanni Trithemius “Tractatus de laudibus sanctissimae Annae” (Magonza, 1494).
Gioacchino fu lasciato discretamente in disparte per lunghi secoli e poi inserito nelle celebrazioni in data diversa; Anna il 25 luglio dai Greci in Oriente e il 26 luglio dai Latini in Occidente, Gioacchino dal 1584 venne ricordato prima il 20 marzo, poi nel 1788 alla domenica dell’ottava dell’Assunta, nel 1913 si stabilì il 16 agosto, fino a ricongiungersi nel nuovo calendario liturgico, alla sua consorte il 26 luglio.
Artisti di tutti i tempi hanno raffigurato Anna quasi sempre in gruppo, come Anna, Gioacchino e la piccola Maria oppure seduta su una alta sedia come un’antica matrona con Maria bambina accanto, o ancora nella posa ‘trinitaria’ cioè con la Madonna e con Gesù bambino, così da indicare le tre generazioni presenti.
Dice Gesù nel Vangelo “Dai frutti conoscerete la pianta” e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.
Dalla santità del frutto, cioè di Maria, deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.

Autore: Antonio Borrelli
   Iniziano il 17 Luglio , i festeggiamenti in onore della santa patrona del  nostro piccolo centro dei lattari, alle ore 12, 00 vi sarà l’intronizzazione della statua, con tutti i cittadini che si apprestano come per tradizione a pulire con il proprio fazzoletto la polvere dalla statua da usare contro eventuali mali nel corso dell’anno.Un momento religioso da vivere insieme alla piccola comunità Letterese, la quale è legatissima alla sua santa patrona infatti i festeggiamenti si protraggono per più di due settimane, e per tutto il tempo una folla numerosa si riversa, invadendo il piccolo centro dei lattari, molte partorienti, insiema alle madri fanno visita alla meravigliosa satatua.Domenica 20 Luglio alle ore 18,00 inizia la processione, della statua che quest’anno farà visita alla frazione di Orsano, Fuscoli, Piazza che si apprestano ad accogliere la statua con un orda di festeggiamenti. 

 

 
Concorso per n. 2 posti di agente di polizia locale

COMUNE DI LETTERE

PROVINCIA DI NAPOLI

A V V I S  O

Per la selezione pubblica, per prova selettiva, per l'assunzione di n° 2 Agenti di Polizia Locale -  cat. C -  posizione economica C1 - part-time  a 18 ore settimanali e per due mesi.

E’ bandito un concorso pubblico per esame per la copertura di n. 2 posti di agente di polizia locale categ. C – posizione economica C1 a tempo determinato( per mesi due) e parziale al 50°% (18 ore settimanali).

Scadenza dei termini di presentazione della domanda: 22 luglio 2010 ore 14.

Per informazioni, ritiro bando, fac.simile di domanda, rivolgersi al Comune di Lettere(Na) – Servizio Personale – Corso Vittorio Emanuele III° n. 58 – 80050 Lettere(Na) – Tel. 081/8022710-081/8022711; fax n. 081/8021681 – e-mail: Questo indirizzo email è protetto dallo spam bot, dovete abilitare Javascript per vederlo .

 

Lettere, lì  12/7/2010

Il Responsabile Area Amministrativa

 Andrea Sorrentino

 
Lettere Incanta
Un Paese Magico
 
Non so quante volte avrò fatto Napoli-Salerno e viceversa in macchina o in treno, ma di quel paesino adagiato sulla collina, confesso, non me ne ero mai accorto. E sarebbe andata avanti così se la vita non me lo avesse imposto. Fortunato! Perché da lì ho goduto un panorama più unico che raro e ho respi­rato un 'aria delle più salubri. Da Lettere non si passa per andare altrove, perché oltre di essa esistono i boschi e colline. A Lettere si va! Chi si arrampi­ca lungo le strade che da Castellammare o da Gragnano o da S. Antonio Abate portano a Lettere, lo fa oper fede oper trascorrere ore diverse. Proprio così, perché è da tempo che questo periferico paese della provincia di Napoli è legato alla devozione di S. Anna ed alla produzione di vino e prodotti caseari. Conosco bene Napoli: è incomparabile. Ho visitato molti paesi della pianura vesuviana: belli! Pompei ha il suo fascino, la costiera sorrentina-amalfitana mi commuove. Ebbene, Lettere mi incanta per il suo panorama. In un sol colpo d'occhio ho la visione completa di Napoli, del suo golfo, di Ischia, di Torre Annunziata, di Torre del Greco, di Pompei, di Scafati, di Nocera, di Noia, del Vesuvio, delle colline, del mare, di Gragnano e via via di altri paesi, in un scenario unico ed irripetibile.
 
Giovanni Castellana
 
 
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